"Parimenti bella era la regia
di Stefano Monti, un gioco moderno ed elegante di scatole
cinesi nel quale ogni dimensione del capolavoro (l'ambientazione
in una Pechino dal popolo senza storia, la violenza, la regalità,
la fragilità tremenda della protagonista) trovava inveramento."
CORRIERE DELLA SERA - 29 febbraio 1996
|
|
|
"Applaudita
anteprima «pro
fenice»"
"Il
meglio stava nella regia di Stefano Monti e nelle scene di Edoardo
Sanchi, che hanno sfrondato la «Turandot»
dalle cerimoniose cineserie [..]
Ha colto nel segno l'idea di fare dei tre ministri dei burocrati
opprimenti, a loro volta oppressi dalle loro scartoffie, liberandoli
dai soliti ridicoli ballonzolamenti (e sono anche stati interpretati
benissimo in linea con quest'impostazione registica) .
IL
GIORNO
|
|